Tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio

Il mio problema è la nausea. Quando ci sono troppe parole intorno a me mi viene la nausea. Come quando mangio troppo Nutella. L’esempio è calzante perché io amo le parole. Le parole sono la “sostanza con cui sono fatti i miei sogni” potrei dire. Ogni pensiero bello che riguarda il mio passato, il mio presente ed il mio futuro ha a che fare con le parole. Però ho questo problema enorme e prenderò in prestito una parola usato dal regista Sorrentino per dargli un nome: il chiacchiericcio. Ecco, il chiacchiericcio mi fa venire la nausea.

Ed è facile immaginare quanto chiacchiericcio ci sia in questo momento di emergenza, che ci ha trasformati tutti in fantomatici profeti che diffondono il verbo. Il loro verbo.

L’autocelebrazione mi dà il voltastomaco. L’ergersi a eroi del nulla, paragonarsi tutti a combattenti (di cosa? Di comportamenti civici che dovrebbero essere normali?) svilendo, come ormai è usanza social, chi davvero compie piccoli atti di eroismo (spontaneo, non richiesto e non auto-celebrato).

Mi fate venire la nausea, con il vostro essere compiaciuti di voi stessi, con il vostro appuntarvi medaglie non meritate al petto e pomposamente sfoggiate. Falsità osannate da gente altrettanto stupida, finta e vuota.

Ma quello che proprio non riesco a perdonarvi, al di là dei vostri comportamenti, è che usate le parole, le mie parole. Anzi le sciupate. Le state rovinando, gli state togliendo ogni significato, svilendole per un pugno di invisibili, insulsi like.

Proclamarvi eroi quando saresti i primi pronti a disertare il campo di battaglia se ne aveste l’opportunità.

Proclamarvi eroi quando fate cose per il vostro tornaconto personale.

Proclamarvi eroi senza pensare ai veri eroi, che sono pochi e non siete certo voi.

Vergognatevi, vi farebbe bene. Credo che la vergogna sia un ottimo punto da cui partire, tutti.

E per favore lasciate stare le parole. Non usatele. State un po’ zitti. Che se c’è bisogno di qualcosa in questo momento è un po’ di silenzio.

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“È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura… Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.”

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