Essere o apparire, questo è il dilemma!

Il verbo apparire lo trovo piuttosto interessante nel citare Shakespeare, d’altronde il caro Amleto vede lo spettro di suo padre, quindi la vera antitesi dell’essere a mio avviso è apparire, non il non essere. Il fantasmatico è pur sempre una presenza, anche se non è sostanza.

Scusate l’excursus, sapete bene che scrivo di getto nel treno e quindi i pensieri si muovono veloci, molto più di questa ferraglia su rotaie. Lo so che è un argomento trito e ritrito. So che tutti professiamo l’assoluta autenticità del sé ma alla prima occasione (sui social soprattutto) sfoggiamo un apparire che nemmeno le star vincitrici del premio Oscar… ma quello su cui mi interrogo è: riusciamo a distinguere la differenza? E soprattutto, siamo consapevoli al 100% dell’immagine che costruiamo e diamo in pasto al mondo?

Sì, è vero che diamo sempre il meglio di noi sui social e quando parliamo con gli altri: facciamo vedere il nostro migliore outfit, raccontiamo del nostro viaggio più figo, di quel piatto che solo noi abbiamo assaggiato, del libro lunghissimo che abbiamo letto (no, non è vero. Non si parla mai di libri 😛 ) Gli standard oggi sono molto alti: qualche anno fa sapere che la figlia della vicina era andata in viaggio di nozze in Messico era una gran bella notizia. E invece oggi siamo sommersi da weekend fuori porta, escursioni in yacht a tutte le ore, cene gourmet tutti i sabato… insomma la concorrenza è tanta e spesso sleale.

Quindi ci inventiamo, un po’ secondo quanto richiede l’evoluzione della specie darwiniana: va avanti solo chi sa adattarsi meglio, tra party, selfie, un calice di vino e una spa. selfie-mania

Non ci volevo io a fare questa acuta osservazione, ma presi nel vortice di far vedere il meglio (che ansia mio Dio, quello di trovare il lato migliore della lasagna che hai appena sfornato) ci chiediamo mai gli altri cosa vedono? Verso quale aspetto di noi li dirottiamo? Su cosa li facciamo concentrare?

Esempio pratico: adoro viaggiare. Il mio feed instagram è infarcito di foto di viaggi, posti, ricordi. Il mio obiettivo è: far vedere il meglio dei posti che ho visitato. Il mio NON obiettivo è: far credere di essere la fidanzata di Gianluca Vacchi. Eppure c’è chi mi ha vista e mi ha chiesto: ehi ma tu sei sempre in giro (?), per il mondo (???), che ci fai qui al paese (???), ti seguo su instagram so che non stai mai qua!

 Io che lavoro in pianta stabile da un paio d’anni e che con i denti strappo un paio di giorni da qualche parto ero sorpresa, ma osservando con attenzione il mio profilo instagram mi sono accorta che forse do inconsapevolmente questa impressione.

Stiamo attenti all’immagine che diamo di noi, le persone traggono facilmente le loro conclusioni, perché molte sono superficiali e molte non hanno il tempo di interrogarsi sulla nostra vita. Ma soprattutto state attenti le persone dalle vite dorate, dai bei traguardi che sembrano aver ottenuto con le loro forze, dai vestiti che sembrano aver ricevuto da pseudo-collaborazioni. Sono fantasmi, come il padre di Amleto, a cui piace apparire proprio perché non hanno sostanza, si insinuano come incubi nella nostra vita alzando l’asticella delle nostre sfide, facendoci competere con falsi eroi. 

Sapete che fine ha fatto Amleto, cerchiamo di non finire come lui per dar retta a questi fantasmi 😉

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