Sliding Doors. Quel treno mai preso

A tutti è certamente capitato che il treno chiudesse le porte letteralmente in faccia e partisse beffardo nonostante i propri improperi.
A molti quel treno chiuso non avrà significato altro che la scocciatura di una attesa più o meno lunga del treno successivo, la mancata lezione in palestra o un ritardo alla solita pizza con gli amici.
Per altri, invece, quel treno chiuso avrà rappresentato qualcosa di molto più grave: la mancata presentazione ad un colloquio di lavoro importante, quel ritardo  appena appena sufficiente per lasciare all’amante del tuo ragazzo il tempo per svignarsela (proprio come succede in Sliding Doors in copertina).

Usiamo spesso la frase “ultimo treno” o “i treni non passano mai due volte” per indicare tutte le opportunità che ci lasciamo sfuggire o che ci sbattono letteralmente le porte in faccia, una metafora esistenziale molto semplice e potente. A volte, infatti, proprio come succede con i treni che perdiamo/prendiamo siamo consapevoli che alcune decisioni prese o mancate si rivelano un punto di svolta reale nella nostra vita.
Oggi è un giorno simbolico per me, una serie di coincidenze hanno reso il 18 novembre una data di svolta e spesso mi ritrovo a pensare – come succede nel film – cosa sarebbe successo se invece io…

Se avessi detto sì ad una persona piuttosto che ad un’altra, se avessi detto no a uno dei ricordi più belli della mia vita ma che poi mi hanno fatto tanto soffrire.

Chissà se potessimo vedere il film della nostra vita alternativa come sarebbe… saremmo più felici? Meno felici? Semplicemente diverse?

Credo fortemente nella teoria di The butterfly effect: ogni nostra azione, anche la più piccola come il battito di ali di una farfalla dà inizio ad una serie concatenata di eventi che producono un effetto anche sostanziale su tutta la terra.
Uno degli errori che commettiamo è quello di pensare alla nostra vita alternativa come se solo noi avessimo un diverso ruolo da giocare. E invece dovremmo chiederci quale effetto avrebbe prodotto non solo su di noi ma su tutto il microcosmo che ci circonda.
Forse questo cambierebbe anche le nostre valutazioni. O forse no. O forse è meglio non saperlo mai…

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